Transfer del flessore lungo dell'alluce (FHL transfer)

Quando il transfer del flessore lungo dell'alluce rappresenta una soluzione efficace per le lesioni croniche del tendine d'Achille e le tendinopatie avanzate.

Il transfer del flessore lungo dell'alluce (FHL transfer) è una tecnica chirurgica utilizzata quando il tendine d'Achille è talmente degenerato o danneggiato da non poter essere ricostruito in modo affidabile con una semplice riparazione. Viene impiegato soprattutto nelle rotture croniche del tendine d'Achille e nelle tendinopatie inserzionali avanzate che non possono essere trattate con una semplice riparazione del tendine. Lo scopo dell'intervento non è sostituire completamente il tendine d'Achille, ma rinforzarlo dal punto di vista biologico e meccanico, sfruttando un tendine vicino, sinergico e con caratteristiche particolarmente favorevoli.

Ultimo aggiornamento: · Autore: Dott. Carlo Minoli

Che cos'è il transfer del FHL

Il flessore lungo dell'alluce (flexor hallucis longus, FHL) è un muscolo profondo della loggia posteriore della gamba. Origina dalla faccia posteriore della fibula e dalle strutture fasciali circostanti, decorre dietro la caviglia passando in un tunnel osteo-fibroso situato posteriormente al talo e al calcagno, e termina all'ultima falange dell'alluce, che flette durante la fase di spinta del passo.

Il suo decorso lo porta a passare pochi millimetri anteriormente e medialmente al tendine d'Achille: proprio questa vicinanza anatomica, unita alla sua funzione sinergica con il tricipite surale, ne fa il tendine più utilizzato nelle ricostruzioni del tendine d'Achille quando è necessario un rinforzo biologico robusto.

Perché si utilizza proprio il FHL

Tra i tendini disponibili nella regione posteriore della gamba il FHL presenta caratteristiche uniche. Rappresenta il transfer tendineo più utilizzato e meglio documentato in letteratura per la ricostruzione delle lesioni croniche del tendine d'Achille, pur non essendo l'unica opzione possibile.

  • Sinergia funzionale con il tricipite surale: si attiva nella stessa fase del passo del tendine d'Achille, durante la spinta. Questo facilita il riapprendimento motorio dopo l'intervento.
  • Forza adeguata: è uno dei tendini più robusti della loggia posteriore profonda e possiede caratteristiche biomeccaniche particolarmente favorevoli per la ricostruzione del tendine d'Achille, in grado di supportare i carichi elevati richiesti dalla fase propulsiva della deambulazione.
  • Buona vascolarizzazione: il ventre muscolare del FHL raggiunge distalmente il tendine trasferito e apporta tessuto vitale in un'area, quella dell'Achille degenerato, spesso poco vascolarizzata.
  • Linea di trazione favorevole: il decorso anatomico è pressoché parallelo a quello del tendine d'Achille, con vettore di forza che riproduce fedelmente quello nativo.
  • Minima perdita funzionale: la flessione dell'alluce viene in parte compensata dal flessore lungo delle dita e da connessioni tendinee intrinseche, con impatto clinico generalmente modesto.

Quando è indicato

Il transfer del FHL non è indicato nella tendinopatia comune. Rappresenta invece una risorsa preziosa in situazioni cliniche in cui il tendine d'Achille non è più in grado di svolgere la sua funzione o non offre garanzie sufficienti a una riparazione diretta.

  • Tendinopatia inserzionale molto avanzata, quando una quota sostanziale del tendine deve essere asportata a causa della degenerazione e la semplice riparazione non è più considerata sufficientemente affidabile.
  • Rotture croniche del tendine d'Achille, diagnosticate tardivamente, con retrazione muscolare e difetto tendineo non colmabile con la sola riparazione end-to-end.
  • Ampia degenerazione tendinea, in cui il tessuto residuo è insufficiente per una sutura affidabile.
  • Fallimento della chirurgia precedente sul tendine d'Achille (re-rottura, deiscenza, guarigione inadeguata).
  • Grandi difetti tendinei dopo escissione di aree di tendinosi molto estese o di focolai infetti.
  • Ricostruzioni complesse in pazienti con comorbidità (diabete, terapia steroidea prolungata, tendinopatia bilaterale) in cui è preferibile una struttura biologicamente rinforzata.

Quando non è necessario

Prima di considerare un transfer del FHL è importante escludere le condizioni che si giovano di trattamenti più semplici e meno invasivi.

  • La maggior parte delle tendinopatie achillee, che rispondono al trattamento conservativo strutturato (esercizio terapeutico, gestione del carico, eventuale onde d'urto).
  • Lesioni parziali del tendine, che possono essere gestite con riparazione diretta o debridement isolato.
  • La maggior parte delle rotture acute, in cui la riparazione end-to-end — chirurgica o percutanea — offre risultati eccellenti senza bisogno di trasferimenti tendinei.
  • Tendinopatie inserzionali di grado moderato, che possono giovarsi di debridement, calcaneoplastica o osteotomia di Zadek senza transfer.

Come si svolge l'intervento

L'intervento viene eseguito in sala operatoria, generalmente in anestesia loco-regionale o generale, con paziente in decubito prono. Le fasi principali sono comuni alle diverse varianti tecniche.

  1. Accesso al tendine d'Achille e valutazione del tessuto residuo, con rimozione delle aree degenerate e delle eventuali calcificazioni.
  2. Isolamento del tendine del FHL, che viene identificato profondamente al tendine d'Achille.
  3. Prelievo del FHL al livello scelto (più prossimale o più distale, a seconda della tecnica e della lunghezza necessaria).
  4. Preparazione di un tunnel osseo nel calcagno, in cui il tendine viene inserito e fissato solitamente con una vite ad interferenza riassorbibile o metallica.
  5. Integrazione del FHL trasferito con quanto resta del tendine d'Achille, mediante suture che uniscono i due tendini in modo continuo.

Nel tempo il cervello impara progressivamente ad utilizzare il nuovo tendine come parte integrante del complesso Achille-tricipite surale, grazie alla sinergia funzionale già presente tra i due muscoli.

Tecnica open e tecnica mini-invasiva

Esistono differenti modalità chirurgiche per eseguire il transfer del FHL, che si differenziano soprattutto per l'ampiezza dell'incisione e per il livello di prelievo del tendine.

  • Tecnica open: prevede un'incisione posteriore più ampia, che consente un accesso diretto a tutto il tendine d'Achille e al FHL. È indicata soprattutto nei casi con grande degenerazione, deformità associate o revisioni.
  • Tecniche mini-invasive ed endoscopiche: in centri con esperienza dedicata sono disponibili tecniche mini-invasive o endoscopiche che consentono di eseguire alcune fasi della procedura (debridement del tendine d'Achille, osteotomia calcaneare, prelievo del FHL) attraverso incisioni più contenute nei pazienti selezionati, con impatto tissutale ridotto e potenziale beneficio sulla cicatrizzazione.

La scelta tra le due tecniche non è aprioristica: dipende dalla quantità di tendine degenerato, dalla presenza di deformità ossee associate (come il conflitto di Haglund), dalle condizioni della cute e dei tessuti molli, e dall'esperienza del chirurgo. Nessuna delle due modalità è sempre migliore dell'altra: entrambe, se ben indicate, offrono risultati sovrapponibili.

Quali vantaggi offre

  • Maggiore robustezza della ricostruzione, particolarmente utile nei difetti estesi e nelle rotture croniche.
  • Apporto biologico grazie al ventre muscolare del FHL, che porta tessuto sano e vascolarizzato in un'area spesso ischemica.
  • Migliore qualità del tessuto complessivo dopo la ricostruzione, con caratteristiche meccaniche superiori rispetto al solo tessuto degenerato residuo.
  • Riduzione del rischio di fallimento nelle ricostruzioni complesse e nei pazienti con comorbidità.
  • Buoni risultati funzionali documentati in letteratura, con elevata soddisfazione del paziente e ripresa della deambulazione autonoma.

Si perde la funzione dell'alluce?

È una delle domande più frequenti prima dell'intervento. La risposta rassicurante è che, nella maggior parte dei pazienti, il transfer del FHL non produce limitazioni significative nella vita quotidiana.

  • La flessione attiva dell'alluce diminuisce leggermente, ma è in parte compensata dal flessore lungo delle dita e da connessioni tendinee intrinseche a livello del piede.
  • La camminata normale, la corsa ricreativa, l'escursionismo e la maggior parte delle attività quotidiane non vengono compromessi.
  • Lo sport ricreativo è generalmente ben tollerato, con ritorno alle attività abituali una volta completato il percorso riabilitativo.
  • Nei ballerini professionisti, negli atleti di altissimo livello e in chi utilizza intensamente la spinta dell'alluce (sprint, salti in punta), la valutazione preoperatoria richiede maggiore attenzione e una discussione approfondita del rapporto rischio-beneficio.

Molti pazienti riferiscono di non accorgersi, nella vita quotidiana, che il tendine dell'alluce è stato trasferito.

Recupero postoperatorio

Il percorso riabilitativo dopo transfer del FHL è progressivo e va personalizzato in base al tipo di lesione trattata, alla qualità del tessuto residuo e all'entità dell'intervento associato sul tendine d'Achille.

  • Immobilizzazione iniziale in tutore o stivaletto in leggera flessione plantare per alcune settimane, per proteggere la ricostruzione.
  • Carico progressivo, inizialmente parziale e con l'ausilio di rialzi calcaneari, poi graduale abbandono del tutore.
  • Fisioterapia dedicata al recupero del range di movimento, alla desensibilizzazione della cicatrice e al rinforzo del tricipite surale.
  • Ritorno alle attività quotidiane in genere possibile entro alcuni mesi dall'intervento.
  • Ritorno allo sport più tardivo, con progressione guidata da criteri funzionali (forza, single-leg heel rise, tolleranza al carico) e non da tempistiche fisse.

Il recupero completo della forza del polpaccio richiede generalmente più tempo rispetto alla semplice guarigione della ferita chirurgica e continua anche dopo il ritorno alle normali attività quotidiane.

Complicanze

Come ogni intervento chirurgico, anche il transfer del FHL può essere associato a complicanze, che sono state ampiamente studiate in letteratura. La maggior parte dei pazienti completa il percorso senza complicanze maggiori.

  • Rigidità della caviglia o dell'articolazione sotto-astragalica, generalmente reversibile con la riabilitazione.
  • Persistenza di dolore residuo, soprattutto nei casi con degenerazione molto estesa o revisioni.
  • Infezione superficiale o profonda della ferita chirurgica, più frequente nei pazienti diabetici, fumatori o con problemi di vascolarizzazione cutanea.
  • Problemi di cicatrizzazione della ferita, specie nelle tecniche open estese.
  • Lesioni nervose, in particolare del nervo tibiale e delle sue branche, con possibili disestesie plantari.
  • Recidiva della rottura o cedimento della ricostruzione, rara ma possibile soprattutto se il carico viene ripreso in anticipo.
  • Riduzione della forza di flessione dell'alluce, in genere clinicamente modesta.
  • Dolore o irritazione nella zona di fissazione della vite calcaneare.
  • Rigidità residua dell'alluce, generalmente modesta e ben tollerata.

Risultati attesi

Gli studi riportano un miglioramento significativo della funzione e del dolore, con elevati tassi di soddisfazione nei pazienti correttamente selezionati, dopo transfer del FHL nel trattamento delle tendinopatie inserzionali avanzate e delle rotture croniche del tendine d'Achille.

  • Miglioramento significativo del dolore e degli score funzionali (AOFAS, VISA-A) rispetto alla condizione preoperatoria.
  • Ripresa della deambulazione autonoma e delle attività quotidiane nella maggior parte dei pazienti.
  • Ritorno alle attività sportive ricreative frequentemente possibile, con tempi variabili in base al tipo di sport.
  • Buoni risultati a medio e lungo termine, con recidive relativamente rare quando le indicazioni sono corrette.

I risultati dipendono in modo rilevante dalla gravità della lesione trattata, dalla qualità del tessuto residuo, dalla presenza di patologie associate (diabete, obesità, tendinopatia bilaterale) e dalla qualità del percorso riabilitativo.

Domande frequenti

Perderò forza nell'alluce?

La forza di flessione attiva dell'alluce si riduce leggermente, ma la funzione viene in parte compensata dal flessore lungo delle dita. Nella maggior parte dei casi la perdita non è percepita nella vita quotidiana.

Potrò tornare a correre?

Sì, molti pazienti tornano a correre dopo un percorso riabilitativo strutturato. I tempi variano in genere tra i sei e i dodici mesi, in base al tipo di lesione trattata e alla risposta clinica.

Posso tornare a fare trekking?

Il ritorno all'escursionismo è uno degli obiettivi più raggiungibili dopo transfer del FHL. La marcia in salita, in particolare, viene generalmente ben tollerata dopo il completamento della riabilitazione.

Quanto dura l'intervento?

La durata varia in genere tra 60 e 120 minuti a seconda della tecnica utilizzata, della necessità di gesti chirurgici associati (osteotomia, debridement esteso) e della complessità del caso.

Il tendine d'Achille ricresce?

Il tendine d'Achille nativo non ricresce, ma viene rinforzato dal FHL trasferito che si integra al tessuto residuo. Il risultato è un complesso tendineo unitario, funzionalmente efficace.

Il transfer è definitivo?

Sì, il transfer del FHL è una soluzione definitiva. La fissazione al calcagno diventa stabile nel tempo grazie alla guarigione osso-tendine e il tendine trasferito si integra biologicamente nella nuova sede.

È un intervento doloroso?

Il dolore postoperatorio è gestibile con la terapia farmacologica standard e con l'utilizzo del tutore nelle prime settimane. La maggior parte dei pazienti riferisce un miglioramento marcato già nelle prime settimane rispetto al dolore preoperatorio.

Serve sempre una vite per fissare il tendine?

La fissazione con vite ad interferenza (riassorbibile o metallica) all'interno di un tunnel calcaneare è la modalità più utilizzata. Esistono varianti che utilizzano fissazioni diverse; la scelta spetta al chirurgo in base al caso.

Quando potrò guidare?

La ripresa della guida è possibile in genere dopo alcune settimane, quando il paziente ha abbandonato il tutore, ha recuperato una sufficiente flessione della caviglia e ha ripreso il carico completo. I tempi vanno concordati con il chirurgo.

Potrò tornare a fare sport?

Il ritorno allo sport ricreativo è un obiettivo realistico nella maggior parte dei pazienti. Negli sportivi di alto livello e in chi pratica discipline con forte sollecitazione dell'alluce (danza classica, sprint) è opportuna una valutazione più prudente e personalizzata.

Il tendine dell'alluce ricresce?

No. Il tendine trasferito rimane nella nuova sede e diventa parte della ricostruzione del tendine d'Achille. La funzione dell'alluce viene compensata da altri muscoli e da connessioni tendinee naturalmente presenti nel piede, motivo per cui la maggior parte dei pazienti non avverte limitazioni significative nella vita quotidiana.

In sintesi

Messaggi chiave

  • Il transfer del FHL è una tecnica di ricostruzione, non un trattamento della comune tendinopatia achillea.
  • Permette di rinforzare il tendine d'Achille nei casi complessi: tendinopatie inserzionali avanzate, rotture croniche, revisioni.
  • La perdita funzionale dell'alluce è generalmente modesta e ben tollerata nella vita quotidiana.
  • L'obiettivo è ottenere un complesso tendineo più robusto, con migliore qualità biologica e funzione più affidabile nel lungo termine.
  • La scelta tra tecnica open e mini-invasiva dipende dal quadro clinico e dall'esperienza del chirurgo; nessuna delle due è sempre superiore.

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