Ricostruzione artroscopica Broström-Gould: l’intervento per l’instabilità cronica di caviglia
La riparazione anatomica dei legamenti laterali della caviglia spiegata in modo semplice: quando è indicata, come funziona la tecnica artroscopica e quali vantaggi può offrire rispetto alla chirurgia open.
Molti pazienti arrivano in visita raccontando la stessa storia: una caviglia che continua a cedere, una distorsione di troppo, la sensazione di non potersi più fidare del proprio appoggio. Spesso hanno alle spalle mesi o anni di episodi ricorrenti, plantari, cavigliere e cicli di fisioterapia.
Quando i sintomi persistono nonostante un percorso riabilitativo ben condotto, e gli esami confermano una instabilità cronica laterale di caviglia, può essere indicata una stabilizzazione chirurgica.
Tra le tecniche più consolidate per il trattamento di questa condizione c’è la riparazione anatomica secondo Broström-Gould, oggi eseguibile in casi selezionati anche per via artroscopica.
Cos’è la tecnica Broström-Gould
La tecnica Broström-Gould è un intervento che mira a riparare e rinforzare i legamenti laterali della caviglia, danneggiati o resi insufficienti da una o più distorsioni.
Il legamento più coinvolto è il peroneo-astragalico anteriore, il primo a essere lesionato nelle distorsioni in inversione. Quando è interessato anche il peroneo-calcaneare, l’intervento può comprendere anche la sua riparazione o ritensionamento.
L’obiettivo non è “bloccare” la caviglia, ma ripristinare una stabilità il più possibile anatomica, rispettando la posizione e la funzione originale dei legamenti. La componente “Gould” della tecnica prevede un rinforzo capsulare aggiuntivo, utile per migliorare la tenuta della riparazione.
Quando è indicata
Le principali indicazioni alla ricostruzione Broström-Gould sono:
- instabilità cronica di caviglia documentata;
- cedimenti ripetuti dell’articolazione;
- distorsioni ricorrenti, anche per movimenti banali;
- fallimento di un percorso riabilitativo ben condotto;
- limitazione nello sport o nelle attività quotidiane;
- lassità legamentosa documentata alla visita clinica e agli esami strumentali;
- presenza di lesioni associate da valutare o trattare.
È importante sottolineare che l’intervento non è indicato automaticamente dopo una distorsione, neppure dopo una distorsione grave. La decisione nasce dalla combinazione di sintomi del paziente, esame clinico, esami strumentali e risposta alla riabilitazione. Per approfondire il quadro clinico, può essere utile leggere l’articolo dedicato a quando sospettare un’instabilità cronica di caviglia.
Tecnica open e tecnica artroscopica: qual è la differenza?
Storicamente la Broström-Gould è stata eseguita con tecnica open, attraverso un’incisione laterale che permette di esporre direttamente i legamenti e ripararli sotto visione diretta. È una tecnica consolidata, con risultati ben documentati nel tempo.
Negli ultimi anni la tecnica artroscopica si è progressivamente diffusa nei centri con esperienza specifica nella chirurgia della caviglia. La riparazione dei legamenti viene eseguita con strumenti dedicati attraverso piccoli accessi, utilizzando la telecamera artroscopica per controllare ogni passaggio.
La tecnica artroscopica è sempre più considerata una tecnica di riferimento in casi selezionati e in mani esperte, perché permette di associare alla stabilizzazione legamentosa una valutazione diretta dell’interno dell’articolazione. Non è però una soluzione automaticamente superiore: la scelta tra open e artroscopica va sempre individualizzata.
Vantaggi potenziali della tecnica artroscopica rispetto alla open
I potenziali vantaggi della ricostruzione artroscopica includono:
- incisioni più piccole;
- minore esposizione dei tessuti molli;
- possibilità di valutare direttamente l’interno della caviglia;
- possibilità di identificare e trattare lesioni intra-articolari associate;
- trattamento contestuale di lesioni osteocondrali, conflitti anteriori, corpi mobili o sinovite, quando presenti;
- approccio più mirato in pazienti con dolore intra-articolare associato all’instabilità;
- recupero progressivo secondo protocollo riabilitativo dedicato.
È importante essere chiari: i vantaggi della tecnica artroscopica dipendono dalla corretta indicazione, dalla tecnica utilizzata, dall’esperienza del chirurgo e dalle caratteristiche del paziente. Non sono garantiti automaticamente.
Perché l’artroscopia è importante nell’instabilità di caviglia
Una caviglia instabile non è sempre solo un problema di legamenti. Le distorsioni ripetute possono determinare, nel tempo, una serie di alterazioni all’interno dell’articolazione che spesso coesistono con la lassità legamentosa.
Tra le condizioni intra-articolari più frequenti si trovano:
- lesioni osteocondrali del talo;
- conflitti anteriori;
- corpi mobili intra-articolari;
- sinovite;
- lesioni o sofferenze intra-articolari non sempre evidenti agli esami strumentali.
Trattare solo il legamento, senza riconoscere una lesione intra-articolare significativa, può contribuire a dolore residuo o recupero incompleto. È proprio in questo aspetto che l’approccio artroscopico mostra il suo valore aggiunto: la stessa procedura che stabilizza la caviglia consente, con gli stessi accessi, di esplorare e trattare ciò che si trova all’interno dell’articolazione.
Come si svolge l’intervento
In termini semplici, l’intervento artroscopico prevede:
- creazione di piccoli accessi artroscopici sulla caviglia;
- valutazione completa dell’articolazione con la telecamera;
- trattamento di eventuali lesioni associate (osteocondrali, conflitti, corpi mobili, sinovite);
- riparazione o ritensionamento dei legamenti laterali tramite ancore o sistemi di fissazione dedicati;
- eventuale rinforzo capsulare secondo indicazione.
La procedura viene eseguita con strumenti dedicati e richiede esperienza specifica nella chirurgia artroscopica della caviglia. Per approfondire questo tipo di approccio è disponibile un articolo dedicato all’artroscopia di caviglia.
Anestesia, ricovero e day surgery
L’intervento può essere eseguito con diverse modalità anestesiologiche, valutate insieme all’anestesista in base alle condizioni del paziente, alla procedura prevista e alle eventuali patologie associate.
In molti casi la ricostruzione artroscopica Broström-Gould può essere proposta in regime di day surgery, ma la decisione finale dipende dal tipo di procedura, dalle caratteristiche del paziente e dall’organizzazione della struttura in cui si esegue l’intervento.
Recupero dopo ricostruzione Broström-Gould artroscopica
I tempi di recupero sono indicativi e dipendono dalla procedura, dalle lesioni associate trattate, dal protocollo riabilitativo e dalla risposta individuale del paziente. In linea generale, il percorso prevede:
- prime settimane: protezione della caviglia, controllo del dolore e del gonfiore, utilizzo di tutore o immobilizzazione secondo protocollo;
- carico progressivo secondo le indicazioni fornite caso per caso;
- fisioterapia dedicata al recupero della mobilità, della forza muscolare e della propriocezione;
- ritorno alle attività quotidiane in modo graduale;
- ritorno allo sport spesso tra 4 e 6 mesi, talvolta oltre per sport con cambi di direzione, salti o contatto.
Il ritorno allo sport non deve basarsi solo sul tempo trascorso, ma su criteri funzionali: forza, stabilità, propriocezione, assenza di dolore o gonfiore e fiducia nella caviglia. Questi aspetti sono approfonditi nell’articolo sul ritorno allo sport dopo chirurgia della caviglia.
Rischi e limiti
Come ogni intervento chirurgico, anche la ricostruzione artroscopica Broström-Gould comporta dei rischi, che devono essere discussi con il paziente prima della procedura.
Tra le possibili complicanze:
- infezione;
- rigidità articolare;
- dolore residuo;
- irritazione di piccoli rami nervosi sensitivi;
- recidiva dell’instabilità;
- trombosi venosa profonda.
Inoltre, non tutti i pazienti sono candidati ideali alla tecnica artroscopica. In alcuni casi può essere preferibile una tecnica open o una ricostruzione legamentosa con innesto, soprattutto quando la qualità del tessuto residuo è insufficiente o quando l’instabilità è particolarmente severa.
Come si sceglie la tecnica giusta
La scelta tra tecnica open, artroscopica o ricostruzione con innesto è una decisione clinica che dipende da diversi fattori, tra cui:
- qualità del tessuto legamentoso residuo;
- grado di lassità della caviglia;
- numero di distorsioni pregresse;
- presenza di iperlassità generalizzata;
- sport praticato e livello di attività;
- presenza di lesioni associate (osteocondrali, conflitti, instabilità di altre strutture);
- eventuali interventi precedenti sulla stessa caviglia;
- aspettative del paziente;
- esperienza specifica del chirurgo nella tecnica scelta.
Per inquadrare correttamente il problema, è spesso utile rivedere anche il meccanismo delle distorsioni di caviglia e l’eventuale presenza di lesioni legamentose documentate.
Conclusioni
La ricostruzione artroscopica Broström-Gould è una tecnica moderna e sempre più utilizzata per il trattamento dell’instabilità cronica laterale di caviglia, ma deve essere indicata correttamente.
Il suo valore principale non sta solo nella riduzione delle incisioni: sta nella possibilità di combinare la stabilizzazione dei legamenti con la valutazione e il trattamento delle lesioni intra-articolari associate, che spesso coesistono in una caviglia che ha subito distorsioni ripetute.
Per questo motivo, prima di decidere se e come operare, è fondamentale un inquadramento completo: visita clinica accurata, revisione degli esami, valutazione delle lesioni associate e discussione realistica delle aspettative del paziente.
Dott. Carlo Minoli — Chirurgo ortopedico, Milano
Pubblicato: Giugno 2026
